Per sconfiggere la discriminazione basata sui pregiudizi, occorre allenare le zone del cervello che svolgono funzioni cognitive di alto livello, quali il ragionamento, la pianificazione, l’inibizione di risposte inappropriate, i processi decisionali. Un esperimento del Dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca (leggi tutto il comunicato) ha messo in luce il ruolo della corteccia prefrontale nel controllo degli stereotipi.
Zaira Cattaneo, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia, da Costanza Papagno, docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica, da Giulia Mattavelli, dottoranda presso lo stesso Dipartimento e da Elisa Platania, neolaureata in psicologia presso l’Università Bicocca, hanno prima somministrato a 62 studenti di piscologia un test che misura le credenze implicite delle persone sul genere (Gender Implicit Association Test, IAT). I risultati hanno evidenziato nei ragazzi  una forte tendenza ad associare il sesso maschile a nozioni legate alla forza, quali potere, autorità, successo, prestigio, e ad associare il sesso femminile a nozioni di “debolezza”, quali fragilità, indecisione, passività, sottomissione. Mentre le ragazze che hanno partecipato all’esperimento non hanno mostrato alcuna associazione fra il genere e i concetti di forza e debolezza. Con un ulteriore esperimento le scienziate hanno potuto verificare il ruolo delle aree prefrontali. Secondo Zaira Cattaneo, responsabile della ricerca è  «importante investire sull’educazione affinché il controllo esercitato dalla corteccia prefrontale sulle credenze stereotipiche possa svilupparsi il più possibile al fine di scongiurare atteggiamenti spesso aggressivi  e discriminatori. Un tema questo particolarmente attuale in Italia, in cui la donna è spesso vista più come “oggetto” che come “soggetto”, come anche ricordato in occasione della festa delle donne dal Presidente Napolitano».

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