Oggi, 15 novembre, è entrato in vigore lo Statuto delle imprese, una legge approvata in Parlamento appena prima dello scoppio della crisi di governo. C’è voluto un anno di lavoro, ma il testo definitivo soddisfa le diverse posizioni politiche e i rappresentanti delle imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni. La nuova legge figurava tra gli impegni presi con la Comunità europea per favorire l’imprenditorialità e l’innovazione. Dà sostanza e corpo all’art. 41 della nostra Costituzione che afferma la libertà di iniziativa economica privata e si impegna a rendere più semplici tutti gli adempimenti richiesti alle imprese. Le finalità sono, in definitiva, quelle di agevolare lo sviluppo delle imprese, riconoscendone il valore sociale oltre che economico. Nei ventuno articoli di cui è composta la nuova legge si trovano le definizioni precise di ogni tipologia di impresa, si danno indicazioni per la semplificazione burocratica, si prevede la compensazione di eventuali nuovi oneri per le imprese. Lo Statuto delle Imprese affronta anche il tema del ritardo nei pagamenti, impegnando il governo a varare una legge delega sul tema che recepisca in modo integrale la direttiva europea. Una buona notizia, anche se occorre pazientare ancora un anno.
Vorrei sottolineare un punto che viene poco citato:  l’obbligo per tutte le associazioni di imprese a inserire nei propri statuti  “un codice etico con il quale si prevede che le imprese associate e i loro rappresentanti riconoscono, tra i valori fondanti dell’associazione, il rifiuto di ogni rapporto con organizzazioni criminali o mafiose e con soggetti che fanno ricorso a comportamenti contrari alla legge”. Non solo: “Le imprese che aderiscono alle suddette associazioni respingono e contrastano ogni forma di estorsione, usura o altre tipologie di reato, poste in essere da organizzazioni criminali o mafiose, e collaborano con le forze dell’ordine e le istituzioni, denunciando, anche con l’assistenza dell’associazione, ogni episodio di attività illegale di cui sono soggetti passivi”.  E’ un passo importante che permette alle associazioni industriali e di categoria azioni incisive per la legalità, che è un fattore di competitività importante tanto quanto l’innovazione tecnologica. Testo della legge

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