E’ paradossale creare un premio all’integrità, responsabilità e professionalità. Vuole dire che qualcosa non funziona. E infatti è proprio così, la cultura della legalità ha avuto un lungo peridodo di sonno. Come ha detto Marco Vitale, durante la cerimonia del Premio Giorgio Ambrosoli, alla sua prima edizione, le persone che attuano comportamenti illegali “sembrano più forti, vincenti ma sono dalla parte sbagliata, non hanno ragione”. Ecco il perché allora di un Premio che ogni anno porterà a conoscenza quei comportamenti virtuosi che sarebbero naturali se le condizioni ambientali, cariche di corruzione e comportamenti illegali, non rendessero tutto più difficile. Un Premio non alla memoria, ma intitolato a Giorgio Ambrosoli, testimone poco conosciuto di una coerenza e fedeltà ai propri principi fino a perdere la vita per testimoniare di anno in anno che essere integri, responsabili e professionali si può . Al tempo di Giorgio Ambrosoli, il vincente si chiamava Sindona, salutato persino come salvatore della lira. Ambrosoli “se l’era cercata” e Sarcinelli, con la sua opera minuziosa, era un ostacolo da spostare con arresto e carcere. Oggi altre storie, magari meno drammatiche aspettano di essere rivelate. Soprattutto per fare intravedere ideali di cui innamorarsi, come ha affermato in modo estremamente lucido Vittorio Coda, economista di grande rilievo, intervenuto alla cerimonia di assegnazione del Premio a Mario Sarcinelli. Un percorso è appena iniziato per seguirlo www.premiogiorgioambrosoli.it

Il video realizzato da Confcommercio

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